04 - dicembre - 2018

Un impianto di cogenerazione a biomassa non é "industria insalubre"

Con la sentenza n. 1273 del 26 novembre, il Tar del Piemonte ha stabilito che un nuovo impianto di cogenerazione a biomassa non é sempre assimilabile ad una centrale termoelettrica e quindi non va classificato automaticamente come "industria insalubre"(ex articolo 216 Rd 1265/1934).

Il tribunale ha così accolto il ricorso di una azienda proprietaria di un impianto di tal specie, già funzionante, contro il proprio Comune, che, basandosi sui rilievi della ASL, lo aveva inserito nella categoria delle centrali termoelettriche (ex Dm 5 sett. 1994). La sentenza sottolinea che il Comune si é limitato a citare la nota della ASL, senza considerare le caratteristiche tecniche dell'impianto, che peraltro aveva esso stesso autorizzato.

Già in passato la giurisprudenza (ad esempio la sentenza n. 27 del 7 genn. 2017 del Tar delle Marche) ha chiarito che l'assimilazione delle centrali a biomassa a quelle termoelettriche non può "essere operata solo sulla base di considerazioni terminologiche", ma debba basarsi su "idonei contributi tecnici" volti a valutare le emissioni di "vapori, gas o altere esalazioni insalubri". Del resto, il Dm 5 sett. 1994 non cita nemmeno questa tipologia di impianto, che all'epoca non era diffusa.